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Il mercato della casa in Italia si consolida e cresce del 4,4% annuo

Secondo il report Ipi si entra in una fase di normalizzazione. Tornano i mutui, manca l'offerta nuova, aumenta la differenziazione tra città
Il mercato immobiliare residenziale italiano apre il 2026 con segnali confortanti ma senza eccessi. Secondo il report di Ipi, nel primo trimestre dell'anno sono state compravendute 179.654 abitazioni, il 4,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Non si tratta però della stessa spinta propulsiva degli anni del rimbalzo post-pandemia: dopo il rallentamento del 2023 e la ripresa avviata nel 2024, il mercato entra oggi in una fase più matura, fatta di ritmi più moderati e di dinamiche sempre più diversificate da città a città e da territorio a territorio.

Il contesto macroeconomico

Sullo sfondo, un contesto macroeconomico che regge senza entusiasmare. Il PIL cresce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% su base annua. Il mercato del lavoro migliora e la fiducia delle famiglie ne beneficia. Ma la partita del mattone si gioca ormai su variabili strutturali: accessibilità dei prezzi, disponibilità di abitazioni adeguate, condizioni di accesso al credito.

Il ritorno del mutuo e il peso dello stock esistente

Una delle notizie più rilevanti del trimestre riguarda il credito. Gli acquisti assistiti da mutuo rappresentano oggi il 47,8% del totale delle compravendite delle persone fisiche, in crescita sia come numero assoluto sia come quota. Dopo anni in cui l'acquisto cash aveva guadagnato terreno, il finanziamento bancario torna ad essere un motore significativo della domanda.

Nuove costruzioni ancora scarse

Restano però condizioni di accesso selettive, che privilegiano i mercati con prezzi più contenuti e penalizzano le piazze ad alta tensione immobiliare. E non mancano i nodi sul fronte dell'offerta: le nuove costruzioni registrano una crescita robusta, pari al 14,6% su base annua, ma continuano a rappresentare appena il 6% degli scambi complessivi. Il mercato resta largamente dipendente dallo stock esistente, con tutto ciò che ne consegue in termini di qualità, efficienza energetica e adeguatezza alle esigenze contemporanee.

Nord, Centro, Sud: la crescita non è uguale per tutti

La crescita del 4,4% è un dato medio che nasconde differenze significative tra le aree del Paese. Nord Ovest e Sud crescono entrambi del 5,1%, trainati da mercati con prezzi ancora accessibili e da una domanda con buona capacità di assorbimento. Il Nord Est mostra invece una dinamica più contenuta, fermandosi a un +2,2%. Le superfici scambiate crescono del 4,9%, leggermente al di sopra del numero di compravendite, segnale di una leggera preferenza verso abitazioni di dimensioni maggiori.

I prezzi immobiliari salgono ancora

I valori immobiliari continuano a crescere. L'incremento medio annuo dei prezzi residenziali si attesta al 4,1%, sostenuto dalla persistente scarsità di offerta nei principali mercati urbani. Milano si conferma la piazza più cara tra i capoluoghi analizzati, seguita da Firenze, Bologna e Roma. Torino e Genova offrono invece prezzi più accessibili, fattore che ne spiega in parte le performance più vivaci in termini di volumi.
Crescono i canoni di locazione

Anche il mercato degli affitti conferma la pressione al rialzo. I canoni crescono a fronte di una domanda sostenuta e di una disponibilità limitata di immobili in locazione. I volumi contrattuali rimangono sostanzialmente stabili, ma chi cerca casa in affitto si trova a fare i conti con condizioni sempre più competitive.
Milano e Roma dominano il mercato

Con 8.961 compravendite nel trimestre, Roma si conferma il primo mercato urbano per dimensione, con una crescita del 5,1%. La domanda è prevalentemente di tipo abitativo primario: l'85,7% degli acquisti nelle grandi città riguarda la prima casa. Nonostante la profondità del mercato, permane una forte polarizzazione tra zone centrali, semicentrali e periferiche.

Milano è seconda per volumi con 5.896 compravendite, ma prima per liquidità, qualità dell'offerta e presenza di nuove costruzioni, che nella città meneghina arrivano all'11,6% degli scambi, il dato più alto tra i grandi capoluoghi. La crescita del 7,1% dimostra una capacità di assorbimento ancora solida, nonostante i livelli di prezzo restino tra i più alti d'Italia.

Bologna stabile, Firenze in frenata, Padova sorprende

Tra i mercati di dimensione intermedia emergono profili molto diversi. Bologna chiude il trimestre con 1.403 compravendite e una crescita del 3,4%, al di sotto della media nazionale. Il mercato è solido nei fondamentali — occupazione, università, domanda locativa — ma risente di prezzi elevati e di un'offerta limitata che frenano l'accelerazione.

Firenze registra invece una flessione del 2,9% (1.035 compravendite), coerente con una fase di maturità del ciclo e con valori tra i più alti della penisola. Non si intravedono segnali di inversione strutturale, ma il mercato fiorentino sembra aver esaurito la spinta del ciclo espansivo.

Padova è invece la nota positiva del Nord Est, con 822 compravendite e una crescita del 7,0%, ben al di sopra sia della media nazionale sia di quella della sua macroarea. Università, sistema produttivo, domanda di investimento e nuova offerta ancora selettiva spiegano il dinamismo di una piazza che si sta affermando come uno dei mercati urbani intermedi più interessanti del Paese.

Le prospettive per il resto del 2026: crescita sì, ma con cautela

Le previsioni per l'intero anno convergono verso una forchetta compresa tra 780.000 e 800.000 compravendite, livello coerente con una stabilizzazione dopo il recupero del biennio 2024-2025. Non si tratta di un risultato deludente, ma di una normalizzazione attesa dopo anni di movimenti straordinari.

I rischi principali restano legati all'accessibilità economica. L'evoluzione dei tassi di interesse, l'andamento dei redditi familiari e la disponibilità di prodotto adeguato saranno i fattori determinanti per la tenuta della domanda. In assenza di un'espansione significativa dell'offerta — soprattutto nel segmento delle nuove costruzioni — le tensioni tra domanda e disponibilità di abitazioni continueranno a sostenere i valori nei mercati più attivi.

Le opportunità di crescita si concentreranno sempre più nei contesti dove il rapporto tra prezzi, accessibilità e qualità dell'offerta risulta più favorevole. I mercati a valori elevati, invece, potrebbero andare incontro a ritmi di assorbimento sempre più selettivi, con una domanda che non smette di esserci, ma che diventa via via più esigente e più dipendente dal credito.

 

FONTE: Idealista.it/news

 

Firenze tra le città in Italia con i maggiori rincari e con compravendite in calo

Secondo i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate-Territorio, nel terzo trimestre 2025 le compravendite residenziali a Firenze sono diminuite del 4,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. La flessione riguarda soprattutto il mercato cittadino, dove l’impennata dei prezzi e una maggiore prudenza delle famiglie iniziano a incidere sulle decisioni di acquisto.

 

FONTE: https://www.lanazione.it/economia/prezzi-case-firenze-e5mvkq7n-sck/2#:~:text=Secondo%20i%20dati%20dell'Osservatorio%20del%20mercato%20immobiliare,cento%20rispetto%20allo%20stesso%20periodo%20del%202024.

 

Mercato globale in ripresa, l’Europa in testa

Secondo il Global House Price Index di Knight Frank, otto dei dieci mercati con i maggiori rialzi nel secondo trimestre 2025 sono europei, grazie a performance robuste che superano quelle di altre aree, trainate da eventi globali e la spinta verso l'era digitale (Algorithmic Era). La crescita economica dell'UE è prevista stabile, ma l'Italia mostra qualche difficoltà, mentre l'Asia-Pacifico (APAC) guida la crescita pubblicitaria. La crescita globale complessiva resta positiva (quasi l'87% dei mercati mostra variazioni positive), ma il quadro rimane eterogeneo, con l'Asia-Pacifico che guida la spinta pubblicitaria.

FONTE: ILSOLE24ORE

 

Cresce il valore globale delle abitazioni del mondo

Secondo l'annuale rapporto di Savills sul settore immobiliare residenziale, il valore globale di tutte le abitazioni nel mondo ha raggiunto i 286,9 miliardi di dollari (circa 247,3 miliardi di euro) nel 2024. Questo valore totale è leggermente diminuito rispetto al 2023 (-2,3%), soprattutto a causa del tasso di cambio rispetto al dollaro. Ma il mercato continua a crescere, trainato dall'aumento dei prezzi e del patrimonio immobiliare. Il mercato immobiliare costituisce una significativa riserva di ricchezza, con Cina (74 miliardi di dollari), Stati Uniti (52 miliardi di dollari) e Giappone (17 miliardi di dollari) in vetta.

La proprietà di immobili residenziali è una delle principali forme di tutela del patrimonio a livello globale. Il valore di tutte le abitazioni nel mondo rimane superiore del 19% rispetto al 2019, periodo pre-pandemico. Nonostante il calo su base annua, la maggior parte dei Paesi ha registrato un aumento del valore nelle proprie valute locali, trainato dall'aumento dei prezzi delle case e dalla crescita del patrimonio immobiliare.

I primi 10 mercati residenziali rappresentano insieme il 71% del valore totale degli immobili residenziali a livello globale.

La Cina rimane il mercato residenziale più grande del mondo, rappresentando il 29% del valore globale e 74 miliardi di dollari (63,7 miliardi di euro), nonostante un calo del 5,2% su base annua (8% in dollari americani) dovuto al calo dei prezzi e al rallentamento delle nuove costruzioni.

Gli Stati Uniti sono il secondo mercato più grande, rappresentando il 18% del valore residenziale globale, in crescita del 5,1% su base annua, raggiungendo i 52 miliardi di dollari (44,8 miliardi di euro).

In Europa, dove la carenza di offerta continua a far salire i prezzi, i Paesi Bassi hanno registrato un notevole incremento, passando dal 19° posto in termini di valore del mercato immobiliare residenziale nel 2019 al 15° nel 2024, così come la Spagna, che è passata dal 20° al 17° posto a livello mondiale nel 2024, raggiungendo i 3,3 miliardi di dollari (2,8 miliardi di euro).

"L'aumento del valore immobiliare residenziale riflette la crescita economica e l'espansione del mercato, sebbene possa anche essere indicativo di una crescente pressione sull'accessibilità economica degli alloggi", sottolinea il rapporto di Savills.

L'Europa rappresenta un quarto del valore immobiliare residenziale mondiale, ma solo il 10% della popolazione. Il Nord America, con appena il 6% della popolazione mondiale, ne rappresenta il 22%. Al contrario, in Africa e in Asia, dove vive la maggior parte della popolazione mondiale, la percentuale è molto più bassa.

FONTE: idealista news Spagna

 

Sei consigli per rendere irresistibile la tua casa

Se un'immagine vale più di 1000 parole, quando arriva il momento di vendere una casa, il valore delle fotografie è inestimabile. Persino i più piccoli particolari possono far sì che un possibile acquirente perda l'interesse a visitare un immobile in vendita, fare un'offerta o rimandare la conclusione dell'operazione molto più del previsto.

Secondo Paula Borrás, responsabile del contenuto audiovisivo dell'immobiliare spagnola Monapart, all'incirca il 25% degli annunci di immobiliari sembrano fatti apposta "per spaventare gli interessati e nascondere le bellezze delle proprietà". Per rendere più facile questo lavoro, Monapart ha pubblicato sei consigli per far sí che la tua casa sia irresistibile.

1.-Ordine, ordine e ancora ordine. E lo stesso vale per la pulizia. Le case devono apparire lucenti e sgombre per poter trasmettere la loro vera dimensione. Una casa sporca, disordinata o piena di oggetti sembra più piccola di quello che è in realtà. Inoltre, è difficile che i possibili compratori si immagini vivendo lì.

 2.-Rendi più neutro possibile l'ambiente. Le case con una personalità molto marcata sono difficili da vendere perché i clienti fanno fatica ad immaginarsi vivendo lì. L'ideale è eliminare dalla vista le fotografie familiari, l'eccesso di oggetti decorativi, e soprattutto, gli effetti personali dai bagni.

3 - La magia dell'Home Staging. Gli appartamenti spogli o che hanno bisogno di una buona ristrutturazione sembrano senz'anima nelle foto. Sembrano più stretti e molto meno accoglienti. Una soluzione pratica e fruttuosa è quella di contrattare un servizio di home staging che, con pochi mobili, qualche pianta e leggeri ritocchi, mostrerà lo spazio ben ammobiliato, decorato e illuminato.

4.- Elimina i piccoli difetti - Riparare una persiana rotta, dipingere una stanza o illuminare in maniera adeguata una stanza, può significare un'interessante guadagno di tempo e denaro.

5.-  Colore e energía. Le piante portano energia e allegria agli ambienti se sono fresche e in buono stato. E per fare le foto, è meglio aspettare le ore del giorno in cui la casa è più soleggiata. I colori vivi e il cielo azzurro rendono le foto molto più attraenti.

6 - Nessun "selfie", intrusi, figli, animali o ritratti. Tutti fuori dall'obiettivo. Il protagonista assoluto e l'immobile e quello che per te è un particolare adorabile, può non esserlo per il compratore. Dobbiamo privilegiare l'obiettività e la despersonalizzazione, in modo che per il potenziale interessato sia facile immaginare la sua vita in questo stesso spazio.

Considera questi piccoli trucchi per rendere il tuo annuncio irresistibile! Ricorda inoltre di valutare correttamente il tuo immobile prima di metterlo in vendita. A questo proposito, puoi fare affidamento al valutatore di idealista e ottenere una stima affidabile e gratuita della tua abituazione.

 

 

 

idealistanews

 

Case, le agenzie vendono gli immobili nella metà del tempo di un privato

Secondo un’analisi di Reopla, a fronte di una media nazionale di 6,4 mesi per completare una compravendita, le tempistiche si abbassano a 5,8 mesi quando a occuparsene è un intermediario, contro i 12,2 mesi necessari tra privati. Anche il margine di trattativa si riduce con il primo e sale con i secondi

di Laura Cavestri

In Italia le agenzie immobiliari concludono la vendita di un immobile nella metà del tempo che impiega un privato. A fronte di una media nazionale ponderata di 6,4 mesi per completare una compravendita, le tempistiche si abbassano a 5,8 mesi quando a occuparsene è un’agenzia, contro i 12,2 mesi necessari tra privati. Allo stesso modo, il margine di trattativa (inteso come la differenza tra il prezzo richiesto sull’annuncio e quello della transazione), mediamente dell’8,6%, si riduce all’8,4% nelle compravendite gestite da agenzie, mentre sale al 10,2% nelle trattative tra privati.

Sono alcuni dei risultati che emergono dal report “Il ruolo di agenzie e privati nelle compravendite immobiliari - come cambiano tempi e margini di trattativa”, realizzato dallo strumento AgentPricing.com di Reopla, la società parte del gruppo Sprengnetter specializzata nella Big data Analysis e nella realizzazione di software innovativi e Avm (automated valuation mode) per il settore immobiliare.

 

La fotografia delle città

Ad oggi, il mercato immobiliare residenziale conta quasi un milione di immobili in vendita. L’85,9% di queste operazioni è gestito da agenzie immobiliari, il 14,1% da privati.
Bologna è la città che si affida di più alle agenzie (l’89,4% degli immobili), Messina quella dove sono più frequenti le trattative gestite da privati (25,2 per cento).

Se si analizzano le 15 principali città italiane per popolazione emerge che gli immobili affidati a privati vengono proposti a un prezzo che mediamente è il 13% più alto rispetto al reale valore di mercato: i sovrapprezzi più elevati si registrano a Venezia (+24,6%), Verona (+19,7%), Roma (+19,2%) e Genova (+17,1 per cento). Al contrario, la differenza minore si registra a Milano (+5,2%), Trieste (+6,5%) e Padova (+7,7 per cento).

«Dal report emerge che in Italia solo una piccola parte delle compravendite immobiliari è gestita da privati e che la grande maggioranza di immobili è affidata alle agenzie immobiliari – ha spiegato Patrick Albertengo, co-founder e managing director di Reopla –. Le trattative condotte dalle agenzie si concludono generalmente più velocemente e con un prezzo più vicino a quello di partenza, perché, a differenza dei privati che tendono a sovrapprezzare gli immobili, gli agenti immobiliari dispongono di maggiore esperienza nel settore e di strumenti tecnologici che consentono di effettuare valutazioni più oggettive e in linea con il reale valore di mercato dell'immobile».

 

Gli immobili affidati alle agenzie sono soprattutto quelli sopra i 145 mq. In tutta Italia sono circa 311.100 gli immobili che superano una metratura di 145 mq: l’88% degli immobili di questa tipologia sono affidati ad agenzie. La percentuale di immobili più alta (17%) affidata a privati si registra invece laddove la metratura è inferiore ai 50 metri quadri: questa categoria, però, è anche quella con meno unità in vendita a livello nazionale, 62.007 immobili.

È Roma la città italiana con il maggior numero di compravendite, 30.570, di cui 24.120 gestite da agenzie. Seguono Milano con 17.458 vendite (di cui 15.154 affidate ad agenzie) e Torino, 13.280 vendite (11.819 in agenzia). A registrare il minor numero di compravendite sono, invece, Trieste (1.405), Verona (2.093) e Messina (3.143).

Dove ci si affida di più alle agenzie e dove ai privati

Infine, dall’analisi di Reopla si osserva come nel Nord Italia prevalgano le transazioni gestite da agenzie immobiliari, mentre al Sud e nelle Isole sale la percentuale di vendite tra privati. Guardando alle città d’Italia con la più alta percentuale di vendite gestite da agenzie immobiliari, dopo Bologna (89,4%) in classifica ci sono Torino (89%), Trieste e Padova (entrambe 88,1 per cento). Se si considerano, invece, le città con la più alta percentuale di vendite tra privati il podio vede in testa Messina (25,2%), Catania (24,3%) e Napoli (22,5 per cento). Subito dopo compare Roma (21,1%) che è anche la città d’Italia con il numero più alto di transazioni gestito da privati, 6.450.

 

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