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Mercato immobiliare, cala offerta di case in vendita

Il mattone mostra segnali di ripresa ma offerta ancora in calo. Secondo gli ultimi dati diffusi dal portale specializzato Idealista.it, il mercato delle case in vendita in Italia ha registrato nel primo scorcio di quest’anno una flessione di cinque punti percentuali rispetto ai dodici mesi precedenti.

 Nelle città metropolitane, lo stock di case in vendita arretra soprattutto a Palermo, meno 10%, seguita da Genova e Venezia, in entrambi i casi in calo di 8 punti percentuali. Il fenomeno riguarda anche Roma e Milano, in calo rispettivamente del 7 e dell’1% sul 2025.

Come emerge dai dati, l'offerta cresce soprattutto nei grandi centri urbani del Nord Italia che, oltre ad essere poli attrattivi di primo piano per universitari e turisti, dopo il Covid hanno registrato gli aumenti più significativi sul prezzo delle abitazioni. Di fronte alla prospettiva di un raffreddamento futuro sui canoni non è da escludere che in questa fase dove i prezzi sono ancora alti i proprietari stiano provando a vendere quanti più immobili possibili per aumentare i ricavi.

 

FONTE: SKYTG24

 

Da quanto tempo devo lavorare per avere un mutuo: cosa sapere

Tra coloro che hanno avviato relativamente da poco la loro carriera professionale, e desiderano procedere all’acquisto di una casa, un dubbio si rende particolarmente frequente: “da quanto tempo devo lavorare, per avere un mutuo”? Si tratta di un quesito tutt’altro che banale, perché la stabilità lavorativa rappresenta uno dei parametri valutati dall’istituto di credito per concedere il finanziamento.

Quali sono i requisiti minimi per ottenere un mutuo

Prima di comprendere quanti anni di lavoro servano per poter comprare casa, è innanzitutto necessario ricordare quali siano i requisiti per poter ottenere un mutuo. In linea generale, le banche valutano la stabilità economica e reddituale del richiedente e, fatto non meno importante, le condizioni e il valore effettivo dell’immobile.

I requisiti generici del richiedente

Partendo proprio dalla situazione del richiedente, normalmente gli istituti di credito prendono in considerazione diversi fattori, prima di concedere un mutuo. Infatti, per le banche è fondamentale ridurre il più possibile il rischio di insolvenza, ovvero la probabilità che il cliente non restituisca il debito contratto. Di conseguenza, si valuterà:

  • la stabilità reddituale del richiedente, che dovrà essere in grado di sostenere le rate del mutuo per tutta la sua durata. La banca analizzerà elementi come la continuità lavorativa e la tipologia di contratto;
  • l’entità dell’importo richiesto, poiché non sempre le banche concedono finanziamenti, se la rata mensile del mutuo è superiore al 30-35% del reddito mensile netto. Di conseguenza, un lavoratore che riceve 2.000 euro netti mensili, potrà sostenere rate di massimo 600-700 euro;
  • l’affidabilità creditizia, ovvero la storia del richiedente in relazione a precedenti finanziamenti, per accertarsi non sia un cattivo pagatore e non vi siano debiti insoluti. Per farlo, verranno condotte le opportune verifiche tramite il Sistema di Informazioni Creditizie (SIC), quale ad esempio il CRIF;
  • la presenza di eventuali garanzie, come ad esempio altri immobili nella disponibilità del cliente, assicurazioni e polizze o, ancora, un garante che possa farsi carico del pagamento delle rate qualora il richiedente non fosse in grado di farlo.

Una precisazione a parte, riguarda l’età. Di solito, gli istituti di credito tendono a non concedere mutui se, al momento dell’estinzione del pagamento, il mutuatario supera i 75 anni, limite a volte superabile in presenza di specifiche garanzie. Allo stesso tempo, richiedenti troppo giovani o entrati da poco nel mercato del lavoro, potrebbero non offrire quella stabilità necessaria affinché la banca conceda il mutuo.

Le condizioni e il valore dell’immobile

Come già accennato, la banca non vaglierà soltanto le condizioni del richiedente, ma anche quelle dell’immobile, così come anche evidente dalla guida passo per passo al mutuo. Tramite apposita perizia da parte di un tecnico incaricato, l’istituto di credito si accerterà che la casa prescelta sia abitabile, agibile e non presenti abusi edilizi. Ancora, ne verrà valutato l’effettivo valore, in base non solo alle condizioni ma al luogo in cui si trova e alle caratteristiche tipiche del mercato di riferimento.

È inoltre fondamentale sapere che:

  • in caso vi fosse una forte discrepanza tra il valore effettivo dell’immobile e la somma richiesta, le banche potrebbero negare l’erogazione del mutuo;
  • difficilmente gli istituti di credito concedono mutui con Loan To Value - ovvero il rapporto tra il valore dell’immobile e l’importo richiesto - superiore all’80%, se non in presenza di garanzie aggiuntive, come ad esempio l’accesso al Fondo di Garanzia Consap per gli under 36.

Proprio in merito al Loan To Value, appare evidente che più si riesce ad abbassare questa percentuale attraverso fondi propri, maggiori saranno le probabilità di ottenere il finanziamento. Ma quanto bisogna avere in banca per ottenere un mutuo? La risposta è abbastanza semplice: almeno il 20% del valore dell’immobile. In altre parole, se la casa che si vuole acquistare vale 100.000 euro:

  • la banca erogherà massimo 80.000 euro, cioè l’80% del valore dell’immobile;
  • il cliente dovrà avere a disposizione 20.000 euro, cioè il restante 20%.

Gli anni di lavoro necessari per ottenere un mutuo

Definiti quali siano i requisiti minimi di un mutuo, è possibile concentrarsi sugli anni di lavoro necessari affinché il finanziamento venga approvato. È però indispensabile sottolineare che non esistono dei riferimenti che valgano per tutte le banche, bensì dei fattori - come la tipologia di posizione lavorativa - che possono favorirne la concessione.

Quanti anni di tempo indeterminato per un mutuo

Per quanto i contratti a tempo indeterminato siano quelli che rendono più probabile l’erogazione di un finanziamento immobiliare, poiché considerati più stabili nel tempo, non esiste una regola universale che stabilisca quanti anni di lavoro servano per ottenere un mutuo.

In linea generale, le banche potrebbero richiedere:

  • un minimo di 6-12 mesi di stabilità lavorativa, escluso il periodo di prova, come requisito minimamente sufficiente;
  • almeno due anni di lavoro continuativo come requisito più solido, soprattutto per lavoratori molto giovani o dal reddito medio basso.

 

Cresce il valore globale delle abitazioni del mondo

Secondo l'annuale rapporto di Savills sul settore immobiliare residenziale, il valore globale di tutte le abitazioni nel mondo ha raggiunto i 286,9 miliardi di dollari (circa 247,3 miliardi di euro) nel 2024. Questo valore totale è leggermente diminuito rispetto al 2023 (-2,3%), soprattutto a causa del tasso di cambio rispetto al dollaro. Ma il mercato continua a crescere, trainato dall'aumento dei prezzi e del patrimonio immobiliare. Il mercato immobiliare costituisce una significativa riserva di ricchezza, con Cina (74 miliardi di dollari), Stati Uniti (52 miliardi di dollari) e Giappone (17 miliardi di dollari) in vetta.

La proprietà di immobili residenziali è una delle principali forme di tutela del patrimonio a livello globale. Il valore di tutte le abitazioni nel mondo rimane superiore del 19% rispetto al 2019, periodo pre-pandemico. Nonostante il calo su base annua, la maggior parte dei Paesi ha registrato un aumento del valore nelle proprie valute locali, trainato dall'aumento dei prezzi delle case e dalla crescita del patrimonio immobiliare.

I primi 10 mercati residenziali rappresentano insieme il 71% del valore totale degli immobili residenziali a livello globale.

La Cina rimane il mercato residenziale più grande del mondo, rappresentando il 29% del valore globale e 74 miliardi di dollari (63,7 miliardi di euro), nonostante un calo del 5,2% su base annua (8% in dollari americani) dovuto al calo dei prezzi e al rallentamento delle nuove costruzioni.

Gli Stati Uniti sono il secondo mercato più grande, rappresentando il 18% del valore residenziale globale, in crescita del 5,1% su base annua, raggiungendo i 52 miliardi di dollari (44,8 miliardi di euro).

In Europa, dove la carenza di offerta continua a far salire i prezzi, i Paesi Bassi hanno registrato un notevole incremento, passando dal 19° posto in termini di valore del mercato immobiliare residenziale nel 2019 al 15° nel 2024, così come la Spagna, che è passata dal 20° al 17° posto a livello mondiale nel 2024, raggiungendo i 3,3 miliardi di dollari (2,8 miliardi di euro).

"L'aumento del valore immobiliare residenziale riflette la crescita economica e l'espansione del mercato, sebbene possa anche essere indicativo di una crescente pressione sull'accessibilità economica degli alloggi", sottolinea il rapporto di Savills.

L'Europa rappresenta un quarto del valore immobiliare residenziale mondiale, ma solo il 10% della popolazione. Il Nord America, con appena il 6% della popolazione mondiale, ne rappresenta il 22%. Al contrario, in Africa e in Asia, dove vive la maggior parte della popolazione mondiale, la percentuale è molto più bassa.

FONTE: idealista news Spagna

 

Sei consigli per rendere irresistibile la tua casa

Se un'immagine vale più di 1000 parole, quando arriva il momento di vendere una casa, il valore delle fotografie è inestimabile. Persino i più piccoli particolari possono far sì che un possibile acquirente perda l'interesse a visitare un immobile in vendita, fare un'offerta o rimandare la conclusione dell'operazione molto più del previsto.

Secondo Paula Borrás, responsabile del contenuto audiovisivo dell'immobiliare spagnola Monapart, all'incirca il 25% degli annunci di immobiliari sembrano fatti apposta "per spaventare gli interessati e nascondere le bellezze delle proprietà". Per rendere più facile questo lavoro, Monapart ha pubblicato sei consigli per far sí che la tua casa sia irresistibile.

1.-Ordine, ordine e ancora ordine. E lo stesso vale per la pulizia. Le case devono apparire lucenti e sgombre per poter trasmettere la loro vera dimensione. Una casa sporca, disordinata o piena di oggetti sembra più piccola di quello che è in realtà. Inoltre, è difficile che i possibili compratori si immagini vivendo lì.

 2.-Rendi più neutro possibile l'ambiente. Le case con una personalità molto marcata sono difficili da vendere perché i clienti fanno fatica ad immaginarsi vivendo lì. L'ideale è eliminare dalla vista le fotografie familiari, l'eccesso di oggetti decorativi, e soprattutto, gli effetti personali dai bagni.

3 - La magia dell'Home Staging. Gli appartamenti spogli o che hanno bisogno di una buona ristrutturazione sembrano senz'anima nelle foto. Sembrano più stretti e molto meno accoglienti. Una soluzione pratica e fruttuosa è quella di contrattare un servizio di home staging che, con pochi mobili, qualche pianta e leggeri ritocchi, mostrerà lo spazio ben ammobiliato, decorato e illuminato.

4.- Elimina i piccoli difetti - Riparare una persiana rotta, dipingere una stanza o illuminare in maniera adeguata una stanza, può significare un'interessante guadagno di tempo e denaro.

5.-  Colore e energía. Le piante portano energia e allegria agli ambienti se sono fresche e in buono stato. E per fare le foto, è meglio aspettare le ore del giorno in cui la casa è più soleggiata. I colori vivi e il cielo azzurro rendono le foto molto più attraenti.

6 - Nessun "selfie", intrusi, figli, animali o ritratti. Tutti fuori dall'obiettivo. Il protagonista assoluto e l'immobile e quello che per te è un particolare adorabile, può non esserlo per il compratore. Dobbiamo privilegiare l'obiettività e la despersonalizzazione, in modo che per il potenziale interessato sia facile immaginare la sua vita in questo stesso spazio.

Considera questi piccoli trucchi per rendere il tuo annuncio irresistibile! Ricorda inoltre di valutare correttamente il tuo immobile prima di metterlo in vendita. A questo proposito, puoi fare affidamento al valutatore di idealista e ottenere una stima affidabile e gratuita della tua abituazione.

 

 

 

idealistanews

 

Case, le agenzie vendono gli immobili nella metà del tempo di un privato

Secondo un’analisi di Reopla, a fronte di una media nazionale di 6,4 mesi per completare una compravendita, le tempistiche si abbassano a 5,8 mesi quando a occuparsene è un intermediario, contro i 12,2 mesi necessari tra privati. Anche il margine di trattativa si riduce con il primo e sale con i secondi

di Laura Cavestri

In Italia le agenzie immobiliari concludono la vendita di un immobile nella metà del tempo che impiega un privato. A fronte di una media nazionale ponderata di 6,4 mesi per completare una compravendita, le tempistiche si abbassano a 5,8 mesi quando a occuparsene è un’agenzia, contro i 12,2 mesi necessari tra privati. Allo stesso modo, il margine di trattativa (inteso come la differenza tra il prezzo richiesto sull’annuncio e quello della transazione), mediamente dell’8,6%, si riduce all’8,4% nelle compravendite gestite da agenzie, mentre sale al 10,2% nelle trattative tra privati.

Sono alcuni dei risultati che emergono dal report “Il ruolo di agenzie e privati nelle compravendite immobiliari - come cambiano tempi e margini di trattativa”, realizzato dallo strumento AgentPricing.com di Reopla, la società parte del gruppo Sprengnetter specializzata nella Big data Analysis e nella realizzazione di software innovativi e Avm (automated valuation mode) per il settore immobiliare.

 

La fotografia delle città

Ad oggi, il mercato immobiliare residenziale conta quasi un milione di immobili in vendita. L’85,9% di queste operazioni è gestito da agenzie immobiliari, il 14,1% da privati.
Bologna è la città che si affida di più alle agenzie (l’89,4% degli immobili), Messina quella dove sono più frequenti le trattative gestite da privati (25,2 per cento).

Se si analizzano le 15 principali città italiane per popolazione emerge che gli immobili affidati a privati vengono proposti a un prezzo che mediamente è il 13% più alto rispetto al reale valore di mercato: i sovrapprezzi più elevati si registrano a Venezia (+24,6%), Verona (+19,7%), Roma (+19,2%) e Genova (+17,1 per cento). Al contrario, la differenza minore si registra a Milano (+5,2%), Trieste (+6,5%) e Padova (+7,7 per cento).

«Dal report emerge che in Italia solo una piccola parte delle compravendite immobiliari è gestita da privati e che la grande maggioranza di immobili è affidata alle agenzie immobiliari – ha spiegato Patrick Albertengo, co-founder e managing director di Reopla –. Le trattative condotte dalle agenzie si concludono generalmente più velocemente e con un prezzo più vicino a quello di partenza, perché, a differenza dei privati che tendono a sovrapprezzare gli immobili, gli agenti immobiliari dispongono di maggiore esperienza nel settore e di strumenti tecnologici che consentono di effettuare valutazioni più oggettive e in linea con il reale valore di mercato dell'immobile».

 

Gli immobili affidati alle agenzie sono soprattutto quelli sopra i 145 mq. In tutta Italia sono circa 311.100 gli immobili che superano una metratura di 145 mq: l’88% degli immobili di questa tipologia sono affidati ad agenzie. La percentuale di immobili più alta (17%) affidata a privati si registra invece laddove la metratura è inferiore ai 50 metri quadri: questa categoria, però, è anche quella con meno unità in vendita a livello nazionale, 62.007 immobili.

È Roma la città italiana con il maggior numero di compravendite, 30.570, di cui 24.120 gestite da agenzie. Seguono Milano con 17.458 vendite (di cui 15.154 affidate ad agenzie) e Torino, 13.280 vendite (11.819 in agenzia). A registrare il minor numero di compravendite sono, invece, Trieste (1.405), Verona (2.093) e Messina (3.143).

Dove ci si affida di più alle agenzie e dove ai privati

Infine, dall’analisi di Reopla si osserva come nel Nord Italia prevalgano le transazioni gestite da agenzie immobiliari, mentre al Sud e nelle Isole sale la percentuale di vendite tra privati. Guardando alle città d’Italia con la più alta percentuale di vendite gestite da agenzie immobiliari, dopo Bologna (89,4%) in classifica ci sono Torino (89%), Trieste e Padova (entrambe 88,1 per cento). Se si considerano, invece, le città con la più alta percentuale di vendite tra privati il podio vede in testa Messina (25,2%), Catania (24,3%) e Napoli (22,5 per cento). Subito dopo compare Roma (21,1%) che è anche la città d’Italia con il numero più alto di transazioni gestito da privati, 6.450.

 

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