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Tre idee per far «vivere» la terrazza

Dalla pergola bioclimatica alla veranda aperta, e soluzioni per rendere lo spazio aperto funzionale ed accogliente.

Chiunque disponga di un appartamento con un’ampia terrazza si è posto almeno una volta nella vita questa domanda: fino a che punto posso effettuare dei lavori con una semplice SCIA? La risposta è semplice, quando l’intervento produce una trasformazione permanente ed irreversibile dell’edificio e porta a un aumento della volumetria dello stesso, a prescindere dai materiali utilizzati per la realizzazione, occorre richiedere
il “permesso di costruire” o la “SCIA alternativa” al fine di non incorrere in un abuso edilizio.

Subito rispondiamo a una nuova domanda, quando l’intervento è considerato permanente e irreversibile? Quando la struttura che andrà a coprire la terrazza è ancorata stabilmente al suolo. Questo ci fa pensare che esiste un modo per chiudere la terrazza, senza violare la legge e che non necessita di permessi particolari.

Marco ha deciso di ristrutturare il suo appartamento di circa 100 mq posto all’ultimo piano di una palazzina in provincia di Catania specificando alla community di porre particolare attenzione alla valorizzazione della terrazza. Ricevendo ben 23 soluzioni diverse e progetti completi dai professionisti della progettazione che fanno parte della community di GoPillar – la piattaforma di crowdsourcing per l’architettura e l’interior design – Marco ha dovuto prendere in considerazione anche questo aspetto normativo, e ha potuto scegliere al meglio valutando tutte le alternative ottenute.

Lo studio di Hannover Disa Arch ha saputo meglio interpretare le richieste del cliente, il progetto infatti ha ricevuto il voto massimo, dieci, e la presentazione non è stata da meno, l’utente ha ricevuto ben 18 tavole render, che hanno sicuramente accompagnato Marco nella scoperta del suo nuovo spazio. Il design proposto è moderno e pulito con una palette semplice di bianchi e grigi, sfruttando al meglio le luci per creare un ambiente bilanciato. In questo caso la veranda proposta non è chiusa, la struttura in legno non è ancorata al suolo, dunque non comporta un aumento della volumetria, ma grazie alle ampie finestre scorrevoli che danno sull’esterno, lo studio di architettura è riuscito a creare un ambiente unico con la sala da pranzo,dunque uno spazio dove ricevere ospiti per cene e aperitivi, soprattutto durante la bella stagione.

Seconda classificata è Valeria Iacobini. Anche il suo progetto ha ricevuto una valutazione altissima da Marco, ben 9.8, ed anche in questo caso alla base della progettazione si è tenuto conto della necessità del cliente di avere uno spazio dedicato ad accogliere amici e parenti per momenti di convivialità da passare insieme. Il grande protagonista del progetto, infatti,è la pergola bioclimatica che permette di trascorrere aperitivi e cene in un ambiente di transizione tra interno ed esterno. Si tratta di strutture in vetro e metallo, caratterizzate da leggerezza visiva e comodità di utilizzo. Le lame regolabili e le ampie vetrate, inoltre, permettono di utilizzare questo spazio sia in estate che in inverno. Questa soluzione, diversamente dalla classica veranda chiusa, non influisce sui calcoli volumetrici dell’immobile e contribuisce anche al benessere abitativo in quanto le speciali lame frangisole orientabili permettono di ottenere condizioni di luce e vento ideali. Infatti è possibile accedere al super bonus 110% perchè questa particolare struttura rientra negli interventi che migliorano l!efficienzaenergetica degli edifici.La soluzione proposta dall’architetto Beatrice Lippi, sebbene valutata 9, si classifica solo in ottava posizione, ma ci suggerisce un approccio diverso per sfruttare la terrazza senza aumentare la volumetria dell’appartamento.Suddivisa in tre parti: zona relax, zona aperitivo e zona barbecue, le prime si trovano al di sotto di una struttura a tre portali in legno lamellare sormontati da una serie di frangisoli verticali, nel lato più esposto, invece,viene inserito uno schermo costituito da gelosie in laterizio, per garantire comfort luminoso alla zona relax. Qualora si volesse oscurare ulteriormente per garantire maggiore privacy, l’architetto propone di inserire dei tendaggi chiari, avvolgibili in orizzontale tra le lamelle di legno.

 

Case, vendite in aumento nei primi mesi del 2022

A Milano incrementi delle transazioni nell’ordine del 36%, seguono Palermo, Bologna e Firenze.

Ennesima conferma del trend rialzista degli acquisti di abitazioni in Italia: da gennaio a marzo 2022 sono state vendute il 12% di case in più rispetto allo stesso trimestre del 2021, per un totale di oltre 181mila abitazioni. In particolare, secondo l’Osservatorio dell’agenzia delle Entrate, le abitazioni acquistate nel primo trimestre del 2022 sono quasi 20mila in più rispetto allo stesso trimestre del 2021. Nelle otto principali città italiane le vendite sono salite del 14,1%, con quasi 4 mila abitazioni acquistate in più rispetto allo stesso trimestre del 2021.

Milano è la città che guida i rialzi, con +36% di acquisti rispetto al primo trimestre del 2021. È qui che arriva la liquidità pronta a investire in appartamenti da mettere a reddito, tanto che qualcuno inizia ad avanzare l’ipotesi del rischio di una bolla immobiliare.

Seguono, a distanza, Palermo (+15,5%), Bologna (+11,1%) e Firenze (+10,2%). Roma, in cui si concentra circa il 30% del mercato complessivo delle metropoli, con oltre 9mila transazioni fa registrare un +6,4%.

 

 

Roma, Capri, Venezia, Laghi, Sardegna e Toscana: l’appeal per le dimore di lusso

Dal palazzo a Roma alla villa iconica a Capri passando per Forte dei Marmi e arrivando a Venezia. Il mercato dell’immobiliare, nel segmento lusso, segna una ripresa . E in questo scenario post pandemia, l’Italia si conferma tra le mete più ambite. Con acquirenti che arrivano da Usa, Germania e nord Europa. Una tendenza che è andata consolidandosi nell’ultimo trimestre, con un dato che è quasi il triplo rispetto al 2020.

È quanto emerge dal rapporto di Luxuryestate.com, il portale immobiliare internazionale del settore del lusso e partner di Immobiliare.it, che ha indagato su quali sono le mete del lusso. «L’Italia si conferma la meta più ambita – chiariscono dal gruppo –: nel primo trimestre del 2022 è qui che si accentra la quasi totalità (95%) delle preferenze degli italiani. Rispetto allo stesso periodo del 2020, che coincide con il principio della pandemia, la domanda è quasi triplicata».

Prima città in assoluto “nei desiderata dei più ricchi è Roma”, dove circa 1 utente su 3 con ampia disponibilità economica cerca casa, con una domanda cresciuta del quadruplo rispetto al primo trimestre del 2020. Anche il numero di contatti per Milano è aumentato di più del doppio rispetto allo stesso periodo di due anni fa, e la città raccoglie circa il 25% delle ricerche. «Al terzo posto, con un divario notevole, si trova Torino – sottolineano ancora il report di Luxuryestate.com –: la città sabauda è al 2% delle preferenze di chi sta cercando una dimora di lusso in cui vivere ma, a differenza delle due precedenti, negli ultimi tre anni ha conosciuto una crescita costante, seppure non lineare, dell’interesse»

Che l’Italia sia una destinazione particolarmente attraente e questo faccia registrare una crescita costante della domanda di case del segmento lusso lo conferma anche Clemente Pignatti Morano, managing partner di Italy Sotheby’s International Realty: «L’attenzione del buyer estero per la sua casa in Italia è rivolta principalmente a proprietà esclusive e iconiche, siano esse Ville pieds dans l’eau, di campagna o chalet di montagna, come anche penthouse lussuose nei quartieri glam milanesi o romani».

Oltre agli inglesi interessati prima alla Toscana poi alla Puglia, e agli americani e russi, ad acquistare edifici di lusso ci sono tedeschi, nord europei (belgi, svedesi, olandesi) e messicani.Un altro capitolo è rappresentato dalle destinazioni che mettono assieme sia le grandi città, Roma, Milano o Torino ma anche Venezia, Napoli, Firenze, sia le mete turistiche. In questo caso, si va da Portofino a Courmayeur passando per Cortina d'Ampezzo, il Lago di Como, il Lago di Garda e il Lago Maggiore. E poi Porto Cervo, Porto Rotondo, Forte dei Marmi, Taormina e Capri.«Chi cerca una dimora di pregio in Italia vuole il gusto italiano, lo stile e la qualità Made in Italy, puntando su immobili contraddistinti da unicità – sottolinea Dario Castiglia Ceo & founder RE/MAX Italia –. Appena ci si allontana dai capoluoghi, i clienti altospendenti sono sempre attirati dalla vicinanza all'acqua. Il desiderata è ovviamente il lusso estremo: intere colline a degrado sul mare, antiche torri e tenute storiche». Quanto ai costi, come sottolinea Clemente Pignatti Morano, si passa dalla villa di Forte dei Marmi venduta a circa 8 milioni di euro ai 9 milioni per una villa a Capri per salire sino a 20 all’Argentario o a 37,5 a Roma.

 

Pene più severe per i mediatori immobiliari abusivi

Inasprimento delle sanzioni per chi svolge abusivamente la mediazione immobiliare. Sarà questo l'effetto delle modifiche normative - la cui entrata in vigore è fissata per il prossimo 15 febbraio - che, con un deciso giro di vite, puntano ad arginare l'abusivismo tra gli operatori del real estate, funzionando da deterrente per chi esercita la professione di agente immobiliare senza essere in possesso dell'abilitazione.

Il tema è particolarmente rilevante per il settore immobiliare, vista l'ampia diffusione del fenomeno dell'abusivismo. Secondo le stime rese note dal centro studi Fiaip, infatti, il totale delle provvigioni percepite indebitamente dagli agenti “irregolari”, ogni anno, sarebbe pari a 750 milioni di euro.
Le nuove norme - introdotte dalla legge numero 3 dell'11 gennaio 2018 (che si occupa principalmente di riordino delle professioni sanitarie), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 gennaio scorso - modificano il regime sanzionatorio per gli “abusivi” in due modi: facendo scattare il regime penale (previsto dall'articolo 348 del Codice Penale), già a partire dalla seconda infrazione per esercizio abusivo della professione (e non alla terza, come accade adesso) e incrementando le stesse sanzioni previste per gli abusivi (attraverso la modifica del suddetto articolo).

Nello specifico, la legge 3/2018 (articolo 12) modifica il Codice Penale e rende più pesanti le sanzioni per l'attività professionale svolta abusivamente previste dall'articolo 348: chiunque eserciti una professione senza esserne abilitato - recita la nuova versione del testo - è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10mila a 50mila euro. Un inasprimento che interviene soprattutto sul versante “economico”, quello più efficace (vista la sospensione condizionale della pena per la reclusione) per inibire i comportamenti illeciti: basti pensare che, secondo le norme tuttora in vigore, la multa per gli abusivi varia da 103 a 516 euro (mentre la pena della reclusione arriva a un massimo di sei mesi). Prevista inoltre la confisca delle “cose” - nel caso specifico, tra l'altro, degli immobili dove si svolge l'attività abusiva - “che servirono o furono destinate a commettere il reato”.

La stretta per gli abusivi si realizza anche attraverso le modifiche introdotte (sempre dalla legge 3/2018) alla stessa disciplina della professione di agente immobiliare. Si tratta della legge 39/1989, il cui articolo 8 riguarda il regime sanzionatorio per chi svolge l'attività di mediazione senza essere iscritto nel ruolo e prevede per gli abusivi (al comma 1) una sanzione amministrativa tra 7.500 e 15.000 euro e la restituzione delle provvigioni percepite; mentre rimanda alle sanzioni del Codice Penale (il suddetto articolo 348) solo alla terza infrazione per svolgimento abusivo della professione. Dal prossimo 15 febbraio, invece, i recidivi “cadranno” nel penale (con sanzioni più severe) già alla seconda infrazione.

L'inasprimento contro l'abusivismo è stato accolto con soddisfazione dal mondo associativo degli agenti immobiliari. “Si tratta di un risultato importante, inseguito dalla nostra associazione da lungo tempo e arrivato dopo sette anni di battaglie parlamentari - afferma Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip -: la piaga dell'abusivismo professionale, infatti, è la causa principale delle truffe che avvengono nel campo immobiliare”. Il segnale più forte che passa con la nuova normativa, sottolinea Baccarini, “è che svolgere l'attività professionale senza essere regolarmente iscritti al Rea comporterà conseguenze sempre più gravi: gli abusivi avranno una sola possibilità e, dopo essere incorsi nella prima sanzione amministrativa, rischieranno subito - se persistono nella condotta illecita - di subire gli aggravi penali previsti dalla modifica del Codice”.

 

T&T Partners Immobiliare è specializzata per tutte le soluzioni immobiliari, dalla vendita e affitto di bilocali e trilocali, ad appartamenti in centro storico a Firenze, immobili di prestigio e ville di lusso.

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