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Pandemia e biofilia portano gli italiani a riscoprire il «fuori casa»

Il covid ha accelerato il trend internazionale che porta a vivere più in sintonia con la natura. Anche in Italia. Materiali, tecnologie e arredi per massimizzare la vivibilità di terrazzi e giardini.

Le riviste di architettura internazionali come Dezeen, AD, Mansion Global Daily da un anno scrivono che l’architettura biofila – basata su un più coinvolgente rapporto tra uomo e natura – dopo due anni di pandemia, finalmente può cambiare il mondo. Intanto ha cambiato in tutti i continenti e anche in Italia le scelte dei consumatori per quanto riguarda la casa con una decisa sterzata verso le spese per l’outdoor.

Secondo Statista, negli Usa, il 60% di chi compra o affitta casa chiede, dal 2020, uno spazio esterno. Rightmove, che gestisce il primo portale immobiliare inglese, ha dichiarato che nel maggio 2021 rispetto allo stesso mese del 2020, la clientela di fascia medio alta e alta aveva cambiato le priorità, anche fuori Londra pur di disporre di uno spazio esterno e che questa richiesta era aumentata del 42% tra quelli che intendevano acquistare e del 84 per cento tra chi cercava una casa in affitto.
Quanto all’Italia, Immobiliare.it ha di recente verificato che la presenza di un balcone o di un terrazzo fa crescere il valore dell’immobile dell’8% ai piani alti, ai piani centrali del 4,8 per cento. Se l’appartamento è al primo piano l’aumento è del 5,6 per cento.

Biophilic design, il trend mondiale della casa

In Israele, Raz Schrieber della InHouse Marketing comunicava, a settembre del 2021, che in soli tre mesi il prezzo di 100 mq con balcone era aumentato del 14% e di ben il 20% in cinque mesi. Secondo il francese Mercure Group nel 2021 a Parigi, Lione, Tolosa, Bordeaux e Nantes, gli appartamenti con terrazzo e la casa con giardino hanno visto accrescere il loro valore del 30 per cento. Oggi a Parigi per un appartamento ai piani alti dotato di outdoor occorre spendere ben 70mila euro in più . A seguito di questi cambiamenti globali il real estate si è rapidamente adeguato implementando l’offerta di edifici con zone outdoor, una tendenza che le archistar chiamano biophilic design.

La biofilia è in realtà una gemmazione del movimento Salutogenicdesign secondo quanto avevamo anticipato su Real Estate, il 10 giugno 2020, a proposito dei 10 apicali trend mondiali post-Covid.

Prima di tutto, punti luce, acqua e, eventualmente, gas, tutti secondo le normative tecniche per esterni. Le speciali prese AVE Seal, con grado massimo di protezione IP56,a prova di acqua, sono protette anche con spina inserita e sportello chiuso. E, visto che le non poche e sostanziose agevolazioni fiscali lo consentono, diventa necessario ricorrere a fonti di energie alternative.

Mettiamoci comodi

Zito Design (prossimo Salone del Mobile) propone, firmate da Matteo Thun e Antonio Rodriguez, delle chaise longue per il relax, con ampie dimensioni e piuma di poliuretano a densità differenziata. Ethimo ha una collezione di grande varietà per arredare in modo personalizzato e per chi riceve spesso, la terrazza o il giardino e anche il mini spazio del balcone; con materiali come teak marini, corda, intrecci di materiali naturali e finiture, pensati per resistere alle variazioni climatiche e ai lavaggi più forti. Per completare l’area sportiva la collezione raffinata Ace, sempre di Ethimo, con panche e piani di appoggio in teck e un elegante box per le bevande.

Protetti da pioggia, caldo e freddo

Per vivere all’aperto quasi tutto l’anno la pergola bioclimatica (KE, Gibus, BellePergole, Corradi, Arquati) lo consente poiché, grazie alla possibilità di regolare, anche in remoto, le lamelle motorizzate di cui è dotata, crea un microclima gradevole con una ombreggiatura modificabile secondo le ore, una ventilazione costante e una protezione dal vento e dalla pioggia. La versione con sensori (collegabili ai sistemi domotici disponibili), captano la pioggia, la neve o il vento, movimentando in modo automatico le lamelle. Attenzione: in estate, addossando la pergola al muro, si raggiungono consistenti risparmi di energia poiché, riducendo l’esposizione della casa al sole, l’interno rimane più fresco, così da limitare notevolmente l’uso del climatizzatore. Per le zone più afose la nebulizzazione automatica abbassa la temperatura circostante di circa 4 gradi e allontana insetti e zanzare. E, infine, per un spazio living all'aperto, si possono chiudere i lati con pareti scorrevoli gestibili dal telecomando o in remoto. Tutti i meccanismi sono controllabili a distanza, dallo smartphone o dal tablet, da fuori e dentro l'abitazione. -La nuova pergola di Gibus (al Salone del Mobile 2022) è la prima fotovoltaica, controllabile in remoto, con illuminazione. Il nuovo sistema Kedry Skaylife di KE consente, con un unico movimento, di fare ruotare e arretrare le lame in apertura e chiusura. Ripara dal sole e, al tempo stesso, purifica l’aria intorno con la nanotecnologia fotocatalitica Eolo Pureti della spagnola Ezpeleta (al Salone del Mobile 2022) certificata da università americane e europee.
La pergola bioclimatica viene considerata un intervento non soggetto alle autorizzazioni del Dpr 31/2017 anche se i progettisti consigliano di consultare il comune di riferimento. I costi sono molto variabili e partono da circa 300 euro al mq per quelle di alluminio e 200 per quelle di PVC.

Cucinare in libertà

Le mini o maxi kitchen per l’esterno sono vere e proprie cucine anche quando si tratta di piccoli set come Cucinotta di Fabita, un “oggetto” davvero unico (a partire da 1900 euro) connesso a tablet e smartphone. Sempre attuale la versione outdoor della celebre Minikitchen di Boffi, su rotelle, anni 60, disegnata da Joe Colombo, con frigo da 6o litri, piastra elettrica Miele, contenitori, cassetti e tagliere e prese per piccoli elettrodomestici (valore, 16mila euro). Per un patio elegante ecco Incline, tutta in pietra di Minotticucine, disegnata da Alberto Minotti, estremamente lineare; il piano scorrevole protegge l’area cottura, l’acqua arriva da un foro della pietra. TM Italia ha la soluzione ideale per l’indoor e l’outdoor di un loft, Off Kitchem disegnata da Daniele Bedino: il piano di lavoro diventa tavolo e area di cottura a induzione con lavello. La collezione più completa: Jokodomus, tutti moduli free standing, in acciaio inox speciale e componentistica di eccellenza con frigo, cantina, teppanyaki, piano a induzione, lavello e un’ampia serie di piani di lavoro (a partire da circa 1.500 euro in su).

 

Case di lusso, la richiesta è cresciuta del 50% in tre anni

È il risultato del primo report dedicato al tema delle abitazioni luxury di Immobiliare.it in collaborazione con Realitycs e LuxuryEstate.com. Lo stock maggiore è tra Milano, Roma, la Versilia e Firenze

 

La pandemia non ha scalfito il mercato, anzi. In tre anni l’immobiliare del lusso ha visto crescere la domanda di quasi il 50% rispetto al settore tradizionale. È quanto emerge dal primo Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia realizzato da Immobiliare.it, con Realitycs, società Proptech, in partnership con LuxuryEstate.com, portale internazionale leader negli immobili di lusso.

 

Tutto a causa della pandemia e dell’impatto del Covid 19 sulla mobilità che, come sottolinea Carlo Giordano, amministratore delegato di immobiliare.it, «ha portato tutti a rivalutare ciò che li circonda, in questo caso l’immenso patrimonio del nostro Paese». Con il risultato che «prima avrebbe guardato all’estero per una dimora di prestigio oggi ha deciso di restare in Italia, portando difatti la domanda di case di lusso a crescere».

I livelli di «prestigio» emersi dall’analisi sono tre e si distinguono in Extra, Large e Small. Sezioni che individuano le possibili combinazioni di superficie, prezzo al metro quadro e prezzo totale degli immobili su tutto il territorio italiano.Quanto alla localizzazione, il 42 per cento del totale dell’offerta si trova nell'area del Nord-Ovest, prima in assoluto per numerosità dello stock. A seguire il Centro, dove la percentuale registrata è pari al 31%, e il Nord-Est, che raccoglie il 18% delle residenze di lusso. In coda si trovano il Sud, con il 6% del patrimonio immobiliare sul totale e le Isole, con il 2 per cento.

La mappa dello stock

Lo stock da valore più alto è a Milano con 4,66 miliardi di euro, composto in prevalenza da appartamenti (oltre il 98 per cento). Da giugno 2019 la domanda di immobili risulta in crescita, con un +30% a fine 2021. Sempre su Milano, l’Osservatorio sulle Residenze Esclusive di Tirelli e Partners evidenzia che per residenze esclusive si intendono abitazioni situate nelle zone del Quadrilatero, Centro Storico, Brera - Garibaldi, Magenta, Venezia - Manin - Giardini - Duse o altre zone in cui il valore di compravendita al metro quadro sia maggiore di 7 mila euro o di valore complessivo di 1 milione di euro o ancora canone di locazione di 200 euro a metro quadro. Al secondo posto nella classifica stilata dall’osservatorio di Immobiliare.it c’è Roma, con 4,54 miliardi, «la cui domanda di immobili di lusso è cresciuta costantemente fino a giugno 2021 per poi invertire la tendenza, che si è comunque mantenuta su livelli superiori di quasi il 50% rispetto ai valori iniziali». La Versilia, prima nel comparto delle zone analizzate nel report, si colloca al terzo posto della classifica totale, con 4,25 miliardi. Il suo stock risulta composto in larga parte da soluzioni indipendenti (oltre l’80 per cento).

Appena sotto al podio si piazzano Firenze e dintorni, con un valore di 2,02 miliardi, e una domanda che è cresciuta di poco più del 10% nel periodo considerato.Complessivamente il totale delle ville di lusso vale 26 miliardi di euro mentre gli appartamenti hanno un valore complessivo di 17 miliardi, per una superficie commerciale totale di 5.308 chilometri quadrati,«il doppio rispetto a quella delle soluzioni condominiali».

L’offerta di appartamenti si concentra in particolare nel Nord-Ovest con una percentuale del 42 per cento e nel Centro Italia con il 31 per cento. E mentre il Nord Ovest registra una diminuzione del 12% dello stock disponibile sul fronte delle soluzioni indipendenti, le isole, che pure hanno una quota più bassa, pari all’8% del totale, registrano un +22 per cento. La domanda di appartamenti di lusso negli anni della pandemia è cresciuta in modo costante, fra il 15 e il 17% annualmente, e ha riguardato tutte le tipologie e le aree geografiche arrivando a un aumento totale del 55 per cento. Anche l’interesse per le ville di lusso ha registrato un andamento simile, tanto che negli ultimi due anni la domanda è cresciuta di oltre il 50 per cento. L'aumento di quest'ultima domanda al Nord è stato superiore a quello delle altre aree geografiche: una crescita di oltre il 70% per il nord est e del 60% per il nord ovest. Bene anche le Isole che hanno mantenuto un trend crescente, chiudendo il 2021 a +45% rispetto ai valori del 2019.

I tempi di permanenza sul mercato

Quanto poi ai tempi di permanenza sul mercato, l’alta gamma viaggia a ritmi più lenti. A livello nazionale il Time to sell si discosta di quasi 4 mesi da quello del mercato residenziale nel suo complesso, mentre per il Time on the market il divario è ancora maggiore, circa 8 mesi. «In mercati attivi e dinamici, come per esempio Milano, si è assistito ad una riduzione significativa dei tempi di uscita dal mercato (-39% dal 2019) con un valore attuale di poco superiore ai tre mesi medi – si legge nel rapporto —. Anche Roma mostra una riduzione importante del Time to sell (-18% dal 2019) con un periodo quasi doppio rispetto a quello di Milano».

 

 

Pene più severe per i mediatori immobiliari abusivi

Inasprimento delle sanzioni per chi svolge abusivamente la mediazione immobiliare. Sarà questo l'effetto delle modifiche normative - la cui entrata in vigore è fissata per il prossimo 15 febbraio - che, con un deciso giro di vite, puntano ad arginare l'abusivismo tra gli operatori del real estate, funzionando da deterrente per chi esercita la professione di agente immobiliare senza essere in possesso dell'abilitazione.

Il tema è particolarmente rilevante per il settore immobiliare, vista l'ampia diffusione del fenomeno dell'abusivismo. Secondo le stime rese note dal centro studi Fiaip, infatti, il totale delle provvigioni percepite indebitamente dagli agenti “irregolari”, ogni anno, sarebbe pari a 750 milioni di euro.
Le nuove norme - introdotte dalla legge numero 3 dell'11 gennaio 2018 (che si occupa principalmente di riordino delle professioni sanitarie), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 gennaio scorso - modificano il regime sanzionatorio per gli “abusivi” in due modi: facendo scattare il regime penale (previsto dall'articolo 348 del Codice Penale), già a partire dalla seconda infrazione per esercizio abusivo della professione (e non alla terza, come accade adesso) e incrementando le stesse sanzioni previste per gli abusivi (attraverso la modifica del suddetto articolo).

Nello specifico, la legge 3/2018 (articolo 12) modifica il Codice Penale e rende più pesanti le sanzioni per l'attività professionale svolta abusivamente previste dall'articolo 348: chiunque eserciti una professione senza esserne abilitato - recita la nuova versione del testo - è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10mila a 50mila euro. Un inasprimento che interviene soprattutto sul versante “economico”, quello più efficace (vista la sospensione condizionale della pena per la reclusione) per inibire i comportamenti illeciti: basti pensare che, secondo le norme tuttora in vigore, la multa per gli abusivi varia da 103 a 516 euro (mentre la pena della reclusione arriva a un massimo di sei mesi). Prevista inoltre la confisca delle “cose” - nel caso specifico, tra l'altro, degli immobili dove si svolge l'attività abusiva - “che servirono o furono destinate a commettere il reato”.

La stretta per gli abusivi si realizza anche attraverso le modifiche introdotte (sempre dalla legge 3/2018) alla stessa disciplina della professione di agente immobiliare. Si tratta della legge 39/1989, il cui articolo 8 riguarda il regime sanzionatorio per chi svolge l'attività di mediazione senza essere iscritto nel ruolo e prevede per gli abusivi (al comma 1) una sanzione amministrativa tra 7.500 e 15.000 euro e la restituzione delle provvigioni percepite; mentre rimanda alle sanzioni del Codice Penale (il suddetto articolo 348) solo alla terza infrazione per svolgimento abusivo della professione. Dal prossimo 15 febbraio, invece, i recidivi “cadranno” nel penale (con sanzioni più severe) già alla seconda infrazione.

L'inasprimento contro l'abusivismo è stato accolto con soddisfazione dal mondo associativo degli agenti immobiliari. “Si tratta di un risultato importante, inseguito dalla nostra associazione da lungo tempo e arrivato dopo sette anni di battaglie parlamentari - afferma Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip -: la piaga dell'abusivismo professionale, infatti, è la causa principale delle truffe che avvengono nel campo immobiliare”. Il segnale più forte che passa con la nuova normativa, sottolinea Baccarini, “è che svolgere l'attività professionale senza essere regolarmente iscritti al Rea comporterà conseguenze sempre più gravi: gli abusivi avranno una sola possibilità e, dopo essere incorsi nella prima sanzione amministrativa, rischieranno subito - se persistono nella condotta illecita - di subire gli aggravi penali previsti dalla modifica del Codice”.

 

T&T Partners Immobiliare è specializzata per tutte le soluzioni immobiliari, dalla vendita e affitto di bilocali e trilocali, ad appartamenti in centro storico a Firenze, immobili di prestigio e ville di lusso.

Maggiori Informazioni

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