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L’edilizia in legno regge l’urto della crisi Attesa la svolta con Superbonus e incentivi Ue

 

Un nuovo rinascimento per l’edilizia in legno. Da anni questo settore – che in Italia conta quasi 500 imprese e nel 2019 ha generato un fatturato di 1,35 miliardi di euro secondo il quinto Rapporto Case ed edifici in legno di Assolegno – continua a crescere e guadagnare quote di mercato all’interno del comparto delle costruzioni, soprattutto nel segmento delle nuove realizzazioni, in cui rappresenta ormai quasi l’8% del totale (17,5 miliardi di investimenti nel 2019, secondo Ance).

Poi è arrivata la pandemia, che ha rallentato i cantieri ma, osserva il presidente di Assolegno Angelo Luigi Marchetti, «da una nostra indagine tra gli associati, il sentiment delle imprese indica una tenuta del mercato della bioedilizia. Certo – precisa Marchetti – lo stop di 4-6 settimane durante il primo lockdown ha inciso, perciò ci aspettiamo una flessione nei numeri di quest’anno, ma la domanda non è diminuita, anzi: da maggio abbiamo registrato una buona ripresa del mercato italiano, spinto anche dalle nuove esigenze abitative». Più evidente sarà, probabilmente, il calo sul fronte delle esportazioni, che invece nel 2019 avevano fatto registrare una vera e propria impennata (+20% rispetto al 2018), portandosi a 60 milioni di euro. «L’aspetto interessante – spiega il presidente di Assolegno – è che ai tradizionali mercati di vicinato, come Svizzera, Francia, Germania o Croazia, si sono aggiunti nuovi Paesi, in particolare la sponda Sud del Mediterraneo. Segno che anche in questo settore comincia a essere percepito un valore aggiunto del made in Italy, legato al design e alla qualità».

Il Rapporto sull’edilizia in legno (elaborato dal Centro studi di FederlegnoArredo con Assolegno) fotografa un comparto in espansione, che nel 2019 ha registrato una crescita del 2,3 nel fatturato, per un totale di 3.154 nuovi edifici realizzati pari al 55% del fatturato complessivo del settore. Il resto è rappresentato da coperture di edifici e strutture, solai, tetti e porticati in legno. Un settore che negli anni si è evoluto: dalle prime villette monofamiliari diffuse nel Nord del Paese, si è passati a costruire edifici anche di grandi altezze, nei centri urbani, oltre a edifici pubblici come scuole e del terziario.

Proprio la parte delle costruzioni in senso stretto è quella destinata ad avere nei prossimi anni lo sviluppo più significativo: il mercato dell’edilizia in legno è stato infatti sino a oggi concentrato soprattutto nel segmento delle nuove costruzioni che, in Italia, dopo la crisi del 2010 ha subito un tracollo, passando dai 128.700 permessi di costruire nel 2010 al record negativo di 48.600 nel 2015, per poi tornare lentamente a crescere, attestandosi nel 2019 a quota 58.700 (di nuovo in calo sul 2018). «Sul mercato del nuovo le nostre aziende hanno guadagnato progressivamente quote di mercato, mentre il segmento delle manutenzioni e ristrutturazioni, che è poi il grosso del comparto edilizia (in totale 130 miliardi nel 2019 secondo i dati Ance, ndr), è rimasto in mano all’edilizia tradizionale».

Ma ora, grazie in particolare alle opportunità messe in campo dal Superbonus 110%, per il settore delle costruzioni in legno si aprono nuove prospettive. La proroga di questa misura attraverso l’utilizzo del Recovery Fund apre infatti all’uso degli incentivi anche in caso sostituzione urbana, ovvero agli interventi di demolizione e ricostruzione, in cui le imprese di costruzioni in legno possono giocare un ruolo importante.

Anche perché, osserva Marchetti, la bioedilizia in legno presenta numerosi vantaggi: a quelli ormai noti e consolidati di sostenibilità ambientale, risparmio energetico e sicurezza antisismica, si aggiungono le opportunità di investimento per i clienti, legate a tematiche di finanza verde e agevolazioni fiscali. Inoltre, l’evoluzione del mercato delle costruzioni sarà inevitabilmente influenzata dalle politiche europee in materia di sostenibilità ambientale legate al Green New Deal e al Next Generation Ue, che prevedono finanziamenti a sostegno di progetti di sviluppo a ridotto impatto ambientale. «La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha indicato, tra i fattori strategici per lo sviluppo sostenibile, anche la riduzione delle emissioni da parte dell’industria dell’edilizia, che oggi incide per il 40% sulla produzione di CO2 – spiega il presidente di Assolegno –. È un punto di svolta per il nostro settore, perché l’uso del legno riduce l’impatto ambientale di un edificio e questo inciderà sul suo valore finale, che sarà legato a certificazioni come oggi già accade per i consumi energetici».

Tutto questo implica d’altro canto la necessità, per le imprese costruttrici in legno, di acquisire nuove competenze, legate anche ai settori tradizionali, dall’ingegneria alla gestione di interi appalti. «Deve cambiare l’approccio delle aziende – conclude Marchetti –. Si apre una grande sfida per noi».

 

Tecla, prima casa stampata in 3d low cost e ad alta sostenibilità

 

È il primo esempio di costruzione interamente stampata in 3d, da due macchine che lavorano in contemporanea, e realizzata al 100% in materiali naturali, massimizzando così le prestazioni della terra cruda, impiegata nell’edilizia fin dall’antichità e oggi riscoperta dalla green economy. Si chiama Tecla (Technology and Clay) ed è un concept di abitazione completamente nuovo, circolare, a chilometri ed emissioni zero, adattabile a qualsiasi clima e contesto. Un modello nato anche per rispondere alle esigenze di soluzioni residenziali a basso costo, da realizzare in tempi ridotti per una popolazione in progressiva crescita.

Il progetto, disegnato da Mca - Mario Cucinella Architects, sta avanzando. Da poche settimane, a Massa Lombarda in provincia di Ravenna, la Wasp (azienda italiana specializzata nella stampa in 3 dimensioni) ne ha completato la struttura e stanno iniziando le fasi di allestimento.

«A causa dell’interruzione per la pandemia e considerato che Tecla rappresenta una sperimentazione – spiega Irene Giglio, progettista del prototipo per lo studio Mca – il cantiere si è prolungato. Tuttavia, abbiamo calcolato che il tempo necessario per stampare la struttura è stato di circa duecento duecento ore, che significa otto giorni di lavoro tenendo conto che i due robot di ultima generazione lavorano in simultanea 24 ore su 24». La costruzione è altamente performante anche sotto l'aspetto della riduzione degli errori: tutto all’interno della singolare casa è già tracciato e la fase di allestimento consisterà nel montare gli impianti e i rivestimenti sopra un guscio già predisposto per accoglierli.

«Una delle evoluzioni che seguiranno in questi mesi sarà quella di implementare Tecla su un sistema di modellazione digitale – prosegue Irene Giglio –. Per ciò che riguarda i costi, non esiste ancora una stima consolidata. Tuttavia, tenendo conto che i materiali sono reperiti in loco, l’incidenza della voce dei trasporti è quasi nulla. Le stesse stampanti, una volta impostate, lavoreranno in automatico».

L’allestimento finale di Tecla e la sua presentazione al pubblico sono previsti per la primavera 2021. Per far sì che il modulo diventi una vera abitazione da proporre al mercato sarà poi necessaria un’evoluzione sia culturale che normativa: al momento, la terra cruda non è fra i materiali ammessi come strutturali e occorrerà, con ogni probabilità, lavorare a un modello che integri uno scheletro in legno e ne permetta l’evoluzione anche della sola forma a cupola, così realizzata per garantire la certezza di stabilità.

 

Pene più severe per i mediatori immobiliari abusivi

Inasprimento delle sanzioni per chi svolge abusivamente la mediazione immobiliare. Sarà questo l'effetto delle modifiche normative - la cui entrata in vigore è fissata per il prossimo 15 febbraio - che, con un deciso giro di vite, puntano ad arginare l'abusivismo tra gli operatori del real estate, funzionando da deterrente per chi esercita la professione di agente immobiliare senza essere in possesso dell'abilitazione.

Il tema è particolarmente rilevante per il settore immobiliare, vista l'ampia diffusione del fenomeno dell'abusivismo. Secondo le stime rese note dal centro studi Fiaip, infatti, il totale delle provvigioni percepite indebitamente dagli agenti “irregolari”, ogni anno, sarebbe pari a 750 milioni di euro.
Le nuove norme - introdotte dalla legge numero 3 dell'11 gennaio 2018 (che si occupa principalmente di riordino delle professioni sanitarie), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 gennaio scorso - modificano il regime sanzionatorio per gli “abusivi” in due modi: facendo scattare il regime penale (previsto dall'articolo 348 del Codice Penale), già a partire dalla seconda infrazione per esercizio abusivo della professione (e non alla terza, come accade adesso) e incrementando le stesse sanzioni previste per gli abusivi (attraverso la modifica del suddetto articolo).

Nello specifico, la legge 3/2018 (articolo 12) modifica il Codice Penale e rende più pesanti le sanzioni per l'attività professionale svolta abusivamente previste dall'articolo 348: chiunque eserciti una professione senza esserne abilitato - recita la nuova versione del testo - è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10mila a 50mila euro. Un inasprimento che interviene soprattutto sul versante “economico”, quello più efficace (vista la sospensione condizionale della pena per la reclusione) per inibire i comportamenti illeciti: basti pensare che, secondo le norme tuttora in vigore, la multa per gli abusivi varia da 103 a 516 euro (mentre la pena della reclusione arriva a un massimo di sei mesi). Prevista inoltre la confisca delle “cose” - nel caso specifico, tra l'altro, degli immobili dove si svolge l'attività abusiva - “che servirono o furono destinate a commettere il reato”.

La stretta per gli abusivi si realizza anche attraverso le modifiche introdotte (sempre dalla legge 3/2018) alla stessa disciplina della professione di agente immobiliare. Si tratta della legge 39/1989, il cui articolo 8 riguarda il regime sanzionatorio per chi svolge l'attività di mediazione senza essere iscritto nel ruolo e prevede per gli abusivi (al comma 1) una sanzione amministrativa tra 7.500 e 15.000 euro e la restituzione delle provvigioni percepite; mentre rimanda alle sanzioni del Codice Penale (il suddetto articolo 348) solo alla terza infrazione per svolgimento abusivo della professione. Dal prossimo 15 febbraio, invece, i recidivi “cadranno” nel penale (con sanzioni più severe) già alla seconda infrazione.

L'inasprimento contro l'abusivismo è stato accolto con soddisfazione dal mondo associativo degli agenti immobiliari. “Si tratta di un risultato importante, inseguito dalla nostra associazione da lungo tempo e arrivato dopo sette anni di battaglie parlamentari - afferma Gian Battista Baccarini, presidente nazionale Fiaip -: la piaga dell'abusivismo professionale, infatti, è la causa principale delle truffe che avvengono nel campo immobiliare”. Il segnale più forte che passa con la nuova normativa, sottolinea Baccarini, “è che svolgere l'attività professionale senza essere regolarmente iscritti al Rea comporterà conseguenze sempre più gravi: gli abusivi avranno una sola possibilità e, dopo essere incorsi nella prima sanzione amministrativa, rischieranno subito - se persistono nella condotta illecita - di subire gli aggravi penali previsti dalla modifica del Codice”.

 

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